Ponza non è solo mare: i Romani ci scavarono ville e peschiere, i Borbone disegnarono il porto che ancora oggi accoglie chi arriva. Questi sei luoghi raccontano oltre duemila anni di storia dell'arcipelago, dai Romani al parco di Villa delle Tortore riaperto nel 2026.
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Il sito più suggestivo dell'epoca romana sono le Grotte di Pilato: peschiere scavate nella roccia a pelo d'acqua, dove venivano allevate le murene per le ville patrizie. Si visitano dal mare, in barca o in kayak, e sono una tappa quasi obbligata di ogni giro dell'isola. A Punta del Fieno, raggiungibile a piedi o via mare, i terrazzamenti coltivati a vite raccontano invece la Ponza agricola, ancora viva.
Il porto è il salotto dell'isola: voluto dai Borbone nella seconda metà del Settecento, con la sua curva di case color pastello è uno dei porti storici più riconoscibili del Mediterraneo. All'estremo sud dell'isola il Faro della Guardia domina la scogliera di Punta della Guardia, mentre su una collina sopra Cala Felce, a Le Forna, resistono le rovine del monastero benedettino: abside, colonne e una finestra affacciate sulla baia.
Il sito storico più recente dell'elenco ha meno di sessant'anni: Villa delle Tortore, costruita negli anni Settanta in località Campo Inglese come residenza estiva privata e circondata da un parco botanico. Dopo l'acquisto da parte della Regione Lazio rimase per anni chiusa e in degrado; il 23 agosto 2026 il parco riapre alla cittadinanza come spazio pubblico, con giardini e area giochi, gestito dal Comune di Ponza.
Sta nella parte collinare al centro dell'isola, a metà strada tra il porto e Le Forna, esposta a nord ovest: dal parco si guardano il mare aperto e Palmarola, ed è uno dei punti dell'isola da cui si vede il tramonto.
Il 23 agosto 2026, con una cerimonia di apertura alle 20:00. Dopo l'inaugurazione il parco di Campo Inglese resta aperto durante tutto l'anno: la villa in sé non è visitabile, la riapertura riguarda i giardini e l'area giochi.
Sì, via mare: si raggiungono in barca, con i tour dell'isola o in kayak dal porto. L'ingresso dipende dalle condizioni del mare, quindi conviene programmarle in una giornata di mare calmo.
Perché fu realizzato nella seconda metà del Settecento sotto il Regno di Napoli dei Borbone, durante la colonizzazione dell'isola. L'impianto curvilineo originale è ancora oggi il cuore del paese.
Il porto si vive in ogni momento del soggiorno; Grotte di Pilato e Faro della Guardia si toccano in un giro in barca di mezza giornata. Punta del Fieno e il monastero di Cala Felce meritano invece una camminata dedicata ciascuno.