Dal 1° giugno 2026 riparte a Ponza il ticket ambientale, la misura rivolta alle imbarcazioni che stazionano nelle acque dell’isola e di Palmarola, pensata per contribuire alla tutela del mare, della flora e della fauna marina.
Dopo la fase sperimentale avviata negli anni scorsi, il 2026 rappresenta un passaggio importante: il ticket entra infatti in una fase più strutturata, con nuovi servizi, maggiori controlli e un sistema digitale pensato per rendere più semplice la gestione della presenza nautica intorno alle isole.
A cosa serve il ticket ambientale
Il ticket ambientale nasce con un obiettivo chiaro: proteggere un ecosistema fragile e prezioso, monitorando l’impatto della nautica da diporto sulle aree marine di Ponza e Palmarola.
Non si tratta soltanto di un contributo economico, ma di uno strumento pensato per sostenere servizi concreti legati alla salvaguardia del territorio, alla gestione dei rifiuti prodotti dalle imbarcazioni, al controllo delle aree protette e alle attività di studio e monitoraggio ambientale.
Il mare di Ponza è una delle risorse più importanti dell’isola. Proprio per questo, la gestione della presenza nautica diventa un tema centrale, soprattutto nei mesi estivi, quando le rade si riempiono di barche e l’equilibrio tra accoglienza turistica e tutela ambientale diventa ancora più delicato.
Cosa cambia per la stagione 2026
Da quest’anno il ticket ambientale si accompagna a una serie di servizi dedicati ai diportisti.
Tra questi rientra il servizio Barca@Barca, pensato per la raccolta dei rifiuti direttamente presso le imbarcazioni in rada. Un servizio importante, perché permette di gestire in modo più ordinato e corretto i rifiuti prodotti a bordo, evitando conferimenti impropri e riducendo l’impatto sull’isola.
È inoltre prevista la possibilità di conferire gratuitamente, presso le mini-isole ecologiche dedicate alla nautica, fino a 50 litri giornalieri di rifiuti per imbarcazione, secondo le modalità previste dal sistema.
Un’altra novità riguarda il pontiletto libero e gratuito a disposizione dei tender delle barche in rada, pensato per agevolare lo sbarco e favorire un rapporto più diretto tra l’utenza nautica e l’isola.
A partire dal mese di luglio, inoltre, dovrebbe essere disponibile anche un campo boe comunale nella rada del porto, un ulteriore servizio che potrà contribuire a rendere più ordinata e sostenibile la presenza delle imbarcazioni.
Controlli e tracciamento AIS
Una delle novità più rilevanti riguarda il sistema di tracciamento AIS, che permetterà di individuare le imbarcazioni entrate nelle aree protette, come ZPS e ZSC, senza aver acquistato il ticket.
Questo sistema rappresenta un passaggio importante perché consente di rendere il controllo più efficace e trasparente. Dopo la legittimazione amministrativa della misura, l’obiettivo è anche quello di far comprendere a tutti i diportisti che il ticket ambientale è attivo, va rispettato e va pagato quando previsto.
Un nuovo sito per informare meglio diportisti e turisti
Da mercoledì 3 giugno è prevista anche la nuova versione del sito dedicato, con diverse novità.
Tra le più interessanti c’è la possibilità di dare maggiore visibilità alle attività isolane anche verso l’utenza nautica, compresa quella internazionale. Si tratta di un aspetto importante: spesso chi arriva a Ponza in barca resta a bordo, senza conoscere davvero i servizi, i ristoranti, le esperienze e le attività presenti sull’isola.
Promuovere meglio il territorio significa anche creare un collegamento più forte tra il turismo nautico e l’economia locale, aiutando chi arriva via mare a scoprire Ponza non solo come rada in cui fermarsi, ma come isola da vivere.
Monitoraggio ambientale, studi e ricerca
Sul nuovo portale sarà presente anche una sezione dedicata alle attività di monitoraggio, agli studi, alle ricerche, alle sperimentazioni e ai dottorati avviati in collaborazione con l’Università della Tuscia.
È un aspetto particolarmente importante, perché permette di raccontare in modo più chiaro come vengono utilizzate le risorse e quali attività vengono messe in campo per conoscere, monitorare e proteggere l’ambiente marino.
La tutela del mare non può infatti limitarsi a una misura amministrativa: ha bisogno di dati, ricerca, controllo e consapevolezza.
Ponza guarda a un turismo nautico più sostenibile
Il ticket ambientale si inserisce quindi in una visione più ampia: rendere Ponza una destinazione capace di accogliere, ma anche di proteggere il proprio patrimonio naturale.
Per i diportisti significa avere regole più chiare, servizi più organizzati e un sistema digitale attraverso cui gestire il pagamento e le procedure. Per l’isola significa poter contare su strumenti utili per migliorare la gestione della stagione estiva, tutelare il mare e valorizzare il territorio.
Ponza vive del suo mare, ma proprio per questo ha il dovere di proteggerlo.
Il 2026 sarà quindi un anno importante per capire come questa misura verrà recepita, applicata e migliorata nel tempo. L’obiettivo dichiarato è procedere per gradi, ma senza fermarsi, costruendo un modello più ordinato, sostenibile e consapevole per chi vive l’isola e per chi la sceglie ogni estate.
Informazioni utili
Il ticket ambientale riguarda le imbarcazioni che stazionano nelle aree interessate intorno a Ponza e Palmarola.
Le tariffe vengono calcolate in base alla lunghezza dell’imbarcazione e ai giorni di permanenza. Sul portale dedicato sono disponibili le informazioni sulle tariffe, sulle eventuali riduzioni, sulle esenzioni e sulle modalità di pagamento.
Anche gli utenti esenti dal pagamento devono comunque completare la procedura prevista per ottenere il regolare contrassegno.
Per maggiori informazioni e per acquistare il ticket è possibile consultare il portale ufficiale MyPonza.
